Foto Daniela Bernardo

Dal Catalogo, Premio Comel 2015, VANNA MIGLIORIN, Spazio COMEL arte contemporanea, Latina:      

 

           L’amore che sa trasmettersi

 

di Daniela Bernardo

Il sorriso illuminava il volto e accendeva lo sguardo evidenziando il delicato ovale dalle labbra volitive della signora Vanna Migliorin quando, con rara eleganza e un innato senso di ospitalità, ti accoglieva nella sua casa e ti offriva di condividere in modo spontaneo e semplice la sua intimità e quella dei suoi figli. Apprendevi così di avere la sua stima, la sua fiducia e che ti era permesso di amare le persone a lei più preziose.

La persistenza del ricordo della forza vitale di Vanna Migliorin, insieme ai valori etici di Alfonso Mazzola, accompagnano il vivere e l’operare dei figli Maria Gabriella, Adriano e Luisa, stimolati sin dall’infanzia a percepire le azioni da portare avanti per dare un senso morale all'esistenza. Il loro muoversi nel mondo riflette la laboriosità materna, impegno di volontà e di intelligente perseveranza, che sa coinvolgere chi è capace di seguirli nella realizzazione dei loro "sogni” che, sapientemente, sanno trasformare in mete nelle quali ognuno può riflettersi per la parte chiamata a svolgere in un clima di collaborazione e di rispetto.

 

Il legame tra arte e impresa CO.ME.L. è una visione materna per il recupero e la rivalutazione dell’antica sede aziendale di famiglia e la successiva destinazione a spazio espositivo. Visione alla quale Maria Gabriella ha risolutamente creduto e con Adriano tradotto in realtà per offrire continuità essenziale al desiderio di comunione con la madre Nasce così lo Spazio COMEL che promuove arte e offre l'area espositiva con spirito di mecenatismo dando significato al loro operare quali imprenditori consapevoli del ruolo sociale che sentono importante svolgere nel territorio di appartenenza. La calorosa accoglienza nello Spazio si accompagna alla professionalità nella gestione dei particolari organizzativi e fa relazionare attivamente le diverse competenze producendo evidenti effetti di visibilità dell’evento.  Ma è nel profondo coinvolgimento di comunicazione con l’artista e nella proposta di custodia tacita del segreto creativo che possiamo trovare la motivazione, prefigurata nelle intenzioni materne, di quell’approccio all’arte come ideale di crescita culturale e di avventura spirituale. Quale esito di un percorso interiore che raccoglie i valori della madre, Maria Gabriella e Adriano hanno istituito alla sua memoria, a partire dal 2012, il Premio COMEL “Vanna Migliorin”. Ancora una volta fanno proprio un messaggio che proviene da quella comune sensibilità e coniuga la passione per l’arte e l’alluminio, prodotto principe lavorato e commercializzato dalla loro azienda e vissuto quale elemento emozionale da promuovere. L’argenteo metallo, stimolo alla libera sperimentazione intesa quale nobilitazione artistica, è capace, per le caratteristiche camaleontiche di cui è dotato, di esaltare in infiniti percorsi ogni mezzo espressivo e stile pittorico. Può produrre specchi di profondità e metaforici lampi di luce, delicati rapporti tonali e improvvise sinfonie di colore, suscitare vibrazioni tattili di energia suggerendo intime associazioni e misteriose corrispondenze.

 

Gli eventi culturali e artistici che sistematicamente hanno luogo presso lo Spazio COMEL si qualificano per qualità e importanza indirizzata a svilupparsi nel tempo e a confrontarsi con proposte di arte oltre i confini nazionali. Un germoglio che cresce e vede consolidare maestri e individuare giovani promesse che possono operare in un ambiente fertile per l’affermazione dei loro talenti in un luogo carico di memoria, depositario di identità e che sa tramandare la sua storia. Maria Gabriella e Adriano, attraverso l'esempio, trasfondono le stesse doti morali ricevute a figli e nipoti, i quali muovono i primi passi da adulti nella vita e nell’impresa familiare che conta ormai tre generazioni, e possono rivedere nei giovani occhi trasparenti la profondità di un amore incondizionato che ha saputo trasmettersi in loro, quale luce, a guida dell’avvenire.

Il legame materno abbatte ogni dimensione "altra" in un dialogo che continua al di là del tempo, in spazi trascendenti, nella scintilla divina che ci sostiene e restituisce il respiro della vita nell'"ascolto dell'anima", e crea, attraverso l'amore, un ponte all'"oltre" affinché questo legame non si recida disperdendosi.

 

Gustave Klimt, La Maternità, particolare da Le tre età della donna, 1905

 

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